giovedì 3 gennaio 2013

Sedia del diavolo

Si dice che nel Medioevo qui sostassero le prostitute. I loro fuochi e la suggestiva architettura diroccata hanno originato il nome... Ma in origine si trattava del monumento funebre di Elio Callistio, liberto dell'imperatore Adriano (II d.C.). Fino agli anni Cinquanta il nome della piazza era quello "diabolico" (piazza della sedia del diavolo) ma poi furono gli stessi abitanti a volerlo cambiare, stanchi di vivere in un luogo dal nome così sinistro!
Il rudere, situato nei pressi di via Nomentana, nel quartiere africano (appellativo che gli deriva dalla toponomastica dedicata all'ex Africa italiana), ha assunto una forma che ricorda effettivamente una sedia, ed è affascinante notare come ancora siano visibili i segni di annerimento causato dai fuochi (antichi, ma anche più recenti, visto che qualche decennio fa questa era ancora una zona di campagna).
Il monumento è ricordato anche da Luigi (Giggi) Zanazzo (che però non si sbilancia rispetto all'origine del nome del monumento...!) nella sua opera "Usi costumi e pregiudizi del popolo di Roma":
LA SSEDIA DER DIAVOLO
Fora de porta Pia, passata Sant'Agnesa, a la stessa mano de la cchiesa e gguasi de faccia a la trattoria de Màngheni, prima c'era come una scesa e ppoi un gram prato, che ce sta incora, indove ce so' certi pezzi de muri vecchi,, fatti come una ssedia, che se chiameno la ssedia der Diavolo. Ma er perché se chiami accusì, nun s'è ppotuto mai sape'.