domenica 10 febbraio 2013

Il fantasma De Marchettis: perversioni Settecentesche

Intorno alla metà del Settecento, viveva nella zona di Monteverde Vecchio, in via di San Calepodio, un uomo bellissimo, colto e anche nobile: il marchese De Marchettis (ok, il nome magari era un po' buffo, con quest'eccesso di allitterazione...!).  Luca, questo il nome del nobiluomo, era un solitario, ma aveva l'abitudine di travestirsi da popolano e mescolarsi tra i suoi concittadini senza farsi riconoscere. Spesso prendeva parte alle feste rionali che si organizzavano a Trastevere e un po' in tutta Roma, e per un uomo così affascinante e colto, era facile sedurre le giovani fanciulle che vi prendevano parte....! Col tempo però, quello che era iniziato come un semplice vezzo, iniziò a virare sempre più verso la perversione: le donne venivano condotte nella sua splendida villa sul Gianicolo e lì, volenti o nolenti, si trovavano a partecipare a festini sempre più particolari... Nella Roma papalina e bacchettona del XVIII secolo, la segretezza di queste attività era fondamentale, soprattutto per un nobile come il Marchese... La soluzione più sicura, apparve ben presto al De Marchettis quella di mettere a tacere per sempre le vittime dei suoi giochi erotici. Sembra che i corpi delle ignare vittime, venissero poi fatti sparire attraverso un passaggio segreto che conduceva ai boschi allora presenti intorno alla villa. Anche il marchese però, di questa perversione era vittima: egli si rendeva perfettamente conto dell'orrore dei crimini che commetteva e ne sentiva fortemente il rimorso. Nonostante questo, non riusciva a fare a meno di continuare, e continuare... sempre di più. Sempre più spesso. Disperato, e ormai convinto di essere posseduto dal demonio,  decise infine di sottoporsi ad un esorcismo. Furono necessari tre uomini per riuscire a bloccarlo sul letto, ma finalmente il prete poté iniziare. Le cose però presero una piega molto diversa dal previsto: un errore nella formula dell'esorcismo, la fede poco salda del sacerdote... chissà... Accadde però che una forza soprannaturale fece divincolare il marchese dalle braccia di chi cercava di contenerlo; egli si diresse verso la finestra aperta gridando "Tornerò!" e si lanciò nel vuoto, schiantandosi al suolo con un tonfo. Tutti i vicini testimoniarono di aver sentito quel grido e quell'agghiacciante rumore sordo.
Si dice che ancora oggi il fantasma di Luca De Marchettis passeggi, di notte, per via di San Calepodio, vestito inappuntabilmente in smoking oppure avvolto in un ampio mantello, tanto che alcuni abitanti del luogo si rifiutano di passare in quella strada, dopo che ha fatto buio. Egli rientrerebbe poi nella villa (che dal 1981 proprietà comunale, ma in totale stato di abbandono). Dall'edificio pare che provengano strane voci e rumori sinistri, mentre dalle finestre, specialmente quella dello studio del Marchese e quella del bagno, si vedono bagliori intermittenti. Anche la polizia, in alcune occasioni, è stata chiamata a intervenire. Infine, lo spettro si lancerebbe ancora dalla finestra, continuando ogni volta a produrre quel tonfo sordo che fa gelare il sangue!
Non si hanno notizie sulla tomba dell'aristocratico De Marchettis, ma si dice che essa si trovi in un antro sotterraneo nascosto in villa Pamphili, e ancora oggi c'è chi esplora il parco in cerca di questo sepolcro. 
Come capita frequentemente nei luoghi interessati da vicende così sinistre, la villa è diventata meta per molti appassionati di esoterismo (ecco forse spiegati i rumori e le luci...). Qualcuno ha anche raccontato di aver esplorato i sotterranei della villa e di aver percorso una parte del passaggio segreto usato per occultare i corpi delle ragazze uccise. E la leggenda vuole che in quelle gallerie si possa assistere a eventi inspiegabili, come l'assenza di eco e la mancata rifrazione della luce. Chissà perché, però, il "qualcuno" coraggioso esploratore, non ha mai un nome!