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sabato 2 marzo 2013

Il bagno sulle mura


Foto: Sai che a Roma... puoi ancora vedere un gabinetto dei soldati?
Lungo il tracciato delle Mura Aureliane erano presenti 116 latrine, dette, per ovvi motivi, NECESSARIA, ma l'unica ancora visibile si trova nei pressi dell'attuale piazza Fiume, dove un tempo era la Porta Salaria. Guardando in alto, sul lato esterno delle mura, si noterà una sporgenza semicilindrica, sorretta da mensole in travertino. Si tratta proprio del bagno usato dai soldati di guardia sulle mura! 
Altre mensole simili, che testimoniano la presenza di latrine lungo il tracciato murario, sono ancora visibili nel tratto compreso tra Porta Metronia e Porta Latina. Necessità storiche...!
Grazie a Lalupa per la fotoSulla famosa cinta delle Mura Aureliane, voluta dall'imperatore Aureliano e realizzata tra il 270 e il 273 d.C. per far fronte alla minaccia di un possibile attacco da parte delle popolazioni germaniche, esistono numerosi studi scientifici e opere divulgative. E' però soprattutto grazie al loro essere ancora, in gran parte, visibili e in buono stato di conservazione che le Mura di Roma sono note ai più. Molti particolari però, pur essendo in realtà facilmente individuabili, sfuggono alla vista: semplice distrazione, fretta, sonno, telefono tra le mani... Capita che anche passandoci accanto spesso, potremmo non aver notato, per esempio, lassù, ma neanche troppo in alto... un bagno!
Lungo il tracciato della Mura Aureliane erano presenti 116 latrine, dette, per ovvi motivi, Necessaria, ma l'unica ancora visibile si trova nei pressi dell'attuale piazza Fiume, vicino a dove un tempo si apriva la Porta Salaria. Guardando in alto, sul lato esterno delle mura, si noterà una sporgenza semicilndrica sorretta da mensole in travertino. Si tratta proprio del bagno usato dai soldati di guardia sulle mura!
Altre mensole simili, che testimoniano la presenza di altre latrine lungo il tracciato murario, sono ancora visibili nel tratto compreso tra Porta Metronia e Porta Latina. Necessità storiche...!
Grazie a Lalupa per la foto

lunedì 28 gennaio 2013

Le palle dei Romani

A Roma alcune palle di cannone sono conservate e considerate preziosi reperti storici. 
La prima è la cosiddetta "palla del miracolo", visibile all'interno della chiesa di San Bartolomeo all'Isola (l'Isola è quella tiberina, ovviamente, e, a prescindere dalla palla di cannone, vale davvero la pena di farci un salto!). Vanta un diametro di 14 cm e fu sparata dai Francesi (a Roma chiamati Franzosi!) nel tentativo di mettere fine all'esperimento della Repubblica Romana del 1849. Partita dalla via Aurelia, la cannonata si abbattè contro la chiesa, attraversando il muro e finendo la sua corsa sull'altare della Cappella della Vergine. Il tutto avvenne in un momento in cui la chiesa era affollatissima, ma fortunatamente non ci furono vittime (ecco perché "palla del miracolo"). Il proiettile è stato murato nella parete sinistra della Cappella e ad esso è stata aggiunta una epigrafe commemorativa. 
Un'altra palla, anch'essa sparata dai Francesi, andò invece a schiantarsi sulle scale di marmo del Salone d'Onore di Palazzo Colonna ed è visibile visitando la Galleria. In questo caso pare che essa, sparata dal Gianicolo, sia entrata da una finestra aperta.
Ritroviamo una palla di cannone anche a Villa Medici, sul Pincio. A sparare, in questo caso, pare sia stata la regina Cristina di Svezia, ma le motivazioni dell'incauto gesto sembrano avere origini discusse (ma sempre pertinenti a un carattere non propriamente facile della sovrana!): per alcuni la cannonata sarebbe stata un modo per manifestare la propria insofferenza di fronte al ritardo di un ospite che la regina stava aspettando e che doveva arrivare proprio da Villa Medici. Secondo un'altra versione, piuttosto accreditata, Cristina e il suo amico (forse amante...) cardinal Decio Azzolino avevano appuntamento a Villa Medici, ma il cardinale non si fece vedere. La regina allora, furiosa per il trattamento ricevuto (mai dare buca a una donna...!), si recò sulle terrazze di Castel Sant'Angelo e, da uno dei numerosi cannoni, sparò un colpo liberatorio verso la Villa! Per qualcuno, ancora, all'origine della cannonata sarebbero stati dei contrasti non meglio specificati creatisi tra la sovrana e la famiglia Medici. Infine, si dice anche che il colpo sia stato sparato, sempre da Cristina, in occasione di un appuntamento con il pittore Charles Errand: Cristina, pur essendo in ritardo, avrebbe trovato un modo speciale per dire all'amico che non si era dimenticata del loro incontro e, anzi, per manifestare la sua presenza nonostante si trovasse ancora piuttosto lontana (del resto, all'epoca non c'erano mica i cellulari...!).  La palla sparata sarebbe la sfera marmorea che oggi fa da ornamento alla fontana seicentesca posta di fronte alla Villa (oggi sede dell'Accademia di Francia). In realtà, anche ammesso che la palla marmorea fosse rimasta integra nonostante l'impatto, nessuno dei cannoni in uso nel XVII secolo a Castel Sant'Angelo aveva una gittata tale da poter sparare un proiettile così pesante a 1,5 km di distanza. Sta di fatto però, che se andiamo a guardare il portone bronzeo di villa Medici (sì, è ancora quello originale!), noteremo un'ammaccatura alquanto singolare...! 
Per finire, un altro cimelio bellico si può individuare lungo le mura Aureliane, in Corso d'Italia, incastonato nella muratura della torre di fronte a via Po. Questa volta il contesto storico è quello dell'annessione di Roma al Regno d'Italia, nel 1870, con la dura battaglia tra l'esercito regio e quello pontificio, conclusasi con la famosa Breccia di Porta Pia. A distinguersi, durante lo scontro, non furono solo gli eroi del Risorgimento, ma anche le nostre mura: progettate per resistere ad assedi di entità ben minore, riuscirono a resistere all'artiglieria pesante per circa 5 ore!
Per dire la verità, un'altra cannonata andrebbe menzionata... però la palla di cannone non c'è più. A Palazzo De Carolis, in via del Corso, su una parete del cortile un'iscrizione ricorda il punto in cui, ancora durante l'assedio francese del 1849, arrivò una cannonata: UN COLPO DI CANNONE FRANCESE / LANCIO' UNA PALLA IN QUESTO / LUOGO IL GIORNO 20 GIUGNO 1849 / ALLE ORE 3 3/4 POMERIDIANE / DEL CALIBRO DA 24. Anche se il proiettile è sparito, l'impronta è stata comunque raffigurata! La lapide invece fu fatta posizionare nel 1893 dal principe Ignazio Boncompagni Ludovisi, allora proprietario del palazzo.